Il Signore mi chiama a "salire sul monte", a dedicarmi ancora di più alla preghiera... (Benedetto XVI, 24 febbraio 2013)
giovedì 31 gennaio 2013
Card. Joao Braz de Aviz: In Brasile non avevano capito che la Gmg è più importante dei mondiali (Speciale)
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Lazio, una maglia a Papa Ratzinger dalla società calcio femminile
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Nell'Anno della fede accanto ai più vulnerabili. In Orissa una rete di organizzazioni cristiane contro la tratta di esseri umani e la povertà
In Orissa una rete di organizzazioni cristiane contro la tratta di esseri umani e la povertà
Nell'Anno della fede accanto ai più vulnerabili
Bhubaneswar, 30. Accanto ai poveri, per garantirne le più semplici necessità alimentari e per lottare con determinazione contro l'aberrante tratta degli esseri umani. Non c'è nulla di più importante ed efficace per vivere a pieno e con convinzione l'Anno della fede. Ne è convinta una rete di organizzazioni cristiane, cattoliche e non, dell'Orissa. Il network comprende congregazioni religiose, organizzazioni non governative, gruppi di auto-aiuto, team diocesani di assistenza sociale, studenti. Guidata dal padre cappuccino, Nithiya Sagayam, segretario dell'ufficio per lo sviluppo umano nella Federazione delle conferenze episcopali dell'Asia, la rete ha individuato due principali emergenze che si registrano nella società dell'Orissa, Stato dell'India orientale, teatro dei massacri anticristiani avvenuti nel 2008. La prima è la tratta di esseri umani, che colpisce soprattutto donne e bambini. La seconda riguarda l'insicurezza alimentare, con la maggioranza delle famiglie che non hanno nemmeno la certezza del sostentamento minimo quotidiano, necessario alla sopravvivenza.
Tra le congregazioni cattoliche particolarmente impegnate nel progetto figurano i cappuccini, i verbiti, le clarisse francescane e le suore dello Spirito Santo. «L'opzione per poveri», sottolinea padre Sagayam rappresenta il «tema speciale per le comunità che in Orissa vivono l'Anno di fede».
In Orissa i poveri sono soprattutto i tribali, i dalit, gli abitanti delle aree rurali e degli slum. «Una delle forme moderne di schiavitù, cioè la tratta di esseri umani -- afferma la rete in un comunicato -- sta uccidendo il tessuto della società in Orissa e distruggendo lo sviluppo economico, sociale e culturale del popolo».
Sono drammaticamente diffusi la vendita di bambini, il lavoro e la prostituzione minorile, il lavoro forzato, la tratta di persone e il traffico internazionale di organi. I trafficanti reclutano, trasferiscono e trattengono le persone tramite minacce, ricatti, rapimento, inganno, abuso di potere o approfittando della vulnerabilità della popolazione. «Per rispondere con efficacia a queste sconvolgenti e aperte violazioni dei diritti umani -- ha spiegato ancora padre Sagayam -- abbiamo bisogno sempre di più di costruire un movimento, attraverso una fitta rete di funzionari governativi, avvocati, funzionari di polizia, leader religiosi, animatori sociali, insegnanti».
Nello specifico, come riferisce l'agenzia Fides, la rete delle organizzazioni ha preparato un testo contenente «i “dieci comandamenti” contro il traffico di esseri umani», da diffondere capillarmente, attraverso un volantino, nei villaggi rurali, istituzioni, parrocchie, templi, scuole e altri luoghi pubblici. Un documento, da consegnare ai capi dei villaggi e alla gente comune, che intende essere una guida utile a proteggere tutte le potenziali vittime della tratta.
Uno speciale rapporto sul problema sarà anche inviato nei prossimi mesi alle autorità politiche e giudiziarie, proponendo così un piano di azione concreto e preciso. Oltre a ciò, il network ha anche avviato numerose iniziative di assistenza, cooperazione e formazione per garantire la sicurezza alimentare alla popolazione dell'Orissa.
«Non ci può essere pace senza giustizia e sviluppo», ha ricordato solo pochi giorni fa, in occasione della festa della Repubblica (26 gennaio), il cardinale arcivescovo di Ranchi, monsignor Telesfphore Placidus Toppo. Il porporato -- il primo cardinale di origine tribale -- ha sottolineato l'importanza della nuova evangelizzazione per rispondere ai problemi dell'India: violenza, corruzione, fame e malnutrizione. E citando Papa Paolo VI ha ribadito ancora una volta che «lo sviluppo è un altro nome della pace». Essa, infatti, «è il presupposto per lo sviluppo, i diritti umani e la giustizia, soprattutto di fronte alla crescente emarginazione delle fasce sociali più deboli, come i tribali, le donne e i dalit».
L'arcivescovo di Cuttak-Bhubaneswar, monsignor John Barwa -- anche lui di origine tribale -- ha sottolineato come la Chiesa in Orissa sia impegnata nel raggiungere chiunque, senza distinzioni di casta o di fede, ed è grazie a questo che le vittime dei pogrom non hanno perso la fede in Dio. «Anche se l'Orissa è lo Stato più povero e illetterato dell'India -- ha concluso -- siamo ricchi nella nostra fede in Dio. Sono orgoglioso di poterlo dire. Sto visitando i diversi angoli della mia arcidiocesi e vedo manifestarsi il potere della fede. La voce della nostra gente dice: “Abbiamo perso case, proprietà, persone care, ma non abbiamo perso la nostra fede”».
(©L'Osservatore Romano 31 gennaio 2013)
mercoledì 30 gennaio 2013
Un Padre che non si stanca di noi. All’udienza generale Benedetto XVI parla dell’onnipotenza di Dio come espressione di misericordia e perdono (O.R.)
Su segnalazione di Laura leggiamo:
All’udienza generale Benedetto XVI parla dell’onnipotenza di Dio come espressione di misericordia e perdono
Un Padre che non si stanca di noi
Non è facile parlare oggi della paternità di Dio, soprattutto nel mondo occidentale, segnato come è dalla disgregazione delle famiglie, da preoccupazioni e impegni assorbenti, e incapace di presentare modelli credibili di paternità.
Ma la rivelazione biblica, parlandoci di Dio, mostra cosa significhi veramente essere padre amoroso, misericordioso e capace di perdonare. È questo il senso della catechesi proposta da Benedetto XVI ai fedeli che hanno partecipato all’udienza generale di questa mattina, mercoledì 30 gennaio, nell’Aula Paolo VI.
Proseguendo le sue riflessioni sul Credo, il Papa si è soffermato in particolare sulla difficoltà del rapporto tra padri e figli in un contesto, come quello odierno, in cui persino la comunicazione si fa difficile e via via vien meno la fiducia nella figura paterna. Diventa dunque difficile, ha notato il Pontefice, anche soltanto «immaginare Dio come padre».
Ed ecco la proposta della rivelazione biblica e del Vangelo per capire quanto e come i sentieri e i pensieri di Dio siano profondamente diversi dai nostri. Dio si rivela, ha affermato il Papa, come Padre amoroso e misericordioso sino al punto da donare il suo Figlio per la salvezza dell’uomo. E «sulla croce gloriosa» ha aggiunto il Pontefice «avviene la manifestazione piena della grandezza di Dio come “Padre onnipotente”».
Questa onnipotenza, ha precisato Benedetto XVI, non vuol dire magia e non si esprime come forza arbitraria o asservita automaticamente a quelli che sono i desideri umani contingenti; essa è, al contrario, segnata «da una libertà amorosa e paterna», che mostra come solo chi è potente «può sopportare il male e mostrarsi compassionevole», può rispondere «al male con il bene, agli insulti col perdono, all’odio omicida con l’amore che fa vivere».
Solo così è possibile sconfiggere definitivamente il male «lavato dall’amore di Dio», ha concluso il Pontefice. In questo modo «la morte, la grande nemica, è inghiottita e privata del suo veleno, e noi, liberati dal peccato, possiamo accedere alla nostra realtà di figli di Dio».
(©L'Osservatore Romano 31 gennaio 2013)
Il Papa: rispondere agli insulti con il perdono. Il presidente della Lazio regala a Benedetto XVI la maglia numero 1 "Ratzinger" (Izzo)
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 30 gen.
"Solo chi e' davvero potente puo' sopportare il male e mostrarsi compassionevole, amando tutto e tutti, rispondendo al male con il bene, agli insulti con il perdono".
Lo ha detto il Papa nella catechesi all'Udienza Generale di oggi, dedicata al "Credo" e in particolare all'affermazione sull'onnipotenza di Dio.
Il Signore, ha spiegato, "ha un atteggiamento apparentemente debole, chiude gli occhi sui peccati degli uomini, attende pazientemente la nostra conversione".
© Copyright (AGI)
PAPA: DA PRESIDENTE LAZIO LOTITO MAGLIA NUMERO 1 "RATZINGER"
Salvatore Izzo
Dopo la vittoria di ieri sulla Juventus, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha vissuto un'altra forte emozione.
Al termine dell'Udienza Generale ha potuto conversare per qualche momento con il Papa e donargli la maglietta numero uno della squadra, con la scritta "Ratzinger".
© Copyright (AGI)
Pio XII e i dollari anti-Hitler. Gian Maria Vian: quello del "Guardian" è falso scoop
Pio XII e i dollari anti-Hitler. Gian Maria Vian: quello del "Guardian" è falso scoop
L’Osservatore Romano torna a ribadire il ruolo fondamentale che ebbe Pio XII contro il nazismo, smontando in chiave storica il presunto scoop del quotidiano “The Guardian”. La testata londinese, lo ricordiamo, aveva insinuato il sostegno economico della Santa Sede al Terzo Reich e parlato di consistenti investimenti immobiliari seguiti “ai milioni” arrivati nelle casse vaticane da Mussolini. Nella pagina intitolata “I dollari del Papa contro Hitler”, il direttore del quotidiano della Santa Sede, Gian Maria Vian, sottolinea che “la storia non deve essere maltrattata” e ribadisce l’entità dei soldi ricevuti nel 1929 dal Vaticano. La pagina riporta anche una puntuale ricerca, basata su documenti degli archivi segreti britannici, che evidenzia l’azione di Pio XII contro il nazismo anche attraverso investimenti negli Stati Uniti. Massimiliano Menichetti ne ha parlato con lo stesso direttore, Gian Maria Vian:
R. – Un articolo senza capo né coda, che ha di nuovo rilanciato questa falsità di uno scambio vergognoso tra la Chiesa cattolica e il fascismo, che sarebbe stato riconosciuto dalla Santa Sede in cambio dei milioni di Mussolini. Ma qualsiasi studente di storia è in grado di rendersi conto che si tratta di una ricostruzione storica falsata e basata sul nulla. I milioni di Mussolini non sono altro che l’indennizzo che fu stabilito dalla Convenzione finanziaria che è parte dei Patti Lateranensi firmati nel 1929 tra Italia e Santa Sede, indennizzo molto inferiore a quello che aveva stabilito una legge italiana nel 1871 – la Legge delle Guarentigie – per compensare in qualche modo la perdita del potere temporale e l’incameramento di enormi proprietà vaticane anche private, di Congregazioni religiose, e via dicendo.
D. – In questo articolo del "Guardian", peraltro, c’è anche un’altra insinuazione…
R. – L’insinuazione che documenti britannici non meglio precisati attesterebbero lo schieramento della Santa Sede – e questa è un’altra sciocchezza – al fianco del nazismo e del fascismo durante la Seconda Guerra mondiale, quando è esattamente vero il contrario.
D. – Nella vostra quinta pagina di oggi, mercoledì 30 gennaio, titolate: “I dollari del Papa contro Hitler”. La penna di Luca Possati presenta altri documenti – questa volta ben rintracciabili – emersi dagli archivi segreti britannici e pubblicati su “The Historical Journal”, proprio mentre “The Guardian” stava imbastendo il suo presunto scoop…
R. – La rivista pubblicata dall’Università di Cambridge – una rivista di storia, l’“Historical Journal”, appunto – nel numero di dicembre è uscita con una ricerca molto interessante e innovativa, dal punto di vista storiografico, di una studiosa, Patricia McGoldrick. Questa studiosa ha lavorato ai National Archives di Londra e ha messo le mani su documenti ora resi accessibili, che erano stati microfilmati dai Servizi segreti britannici nei primi anni della Seconda Guerra mondiale: stiamo parlando del ’40-’43. Da questi documenti, risulta che anche con operazioni rocambolesche, trasferimenti via Lisbona, la Santa Sede indirizzò ingenti fondi finanziari verso gli Stati Uniti, affinché con queste somme di denaro potessero essere aiutate le Chiese e i fedeli perseguitati nei Paesi occupati dalle truppe del Terzo Reich o di Paesi schierati con Hitler, o anche a sostenere l’industria statunitense che compì uno sforzo enorme nella guerra contro Hitler.
D. – Quindi, in sostanza: si spostano fondi dai luoghi di pericoli, di invasione, di morte, per metterli al sicuro, per poi farli ritornare e per aiutare e fare opera di contrasto. Viene creato, secondo i documenti, un canale privilegiato per l’Europa che consentì di fatto di sostenere – lo accennava anche lei prima – Chiese perseguitate ma anche le popolazioni stremate dalla guerra…
R. – Esattamente. Si apre uno scenario completamente diverso dalla vulgata diffusa, e Possati ha ragione a dire: “E’ tutta una storia da scrivere, quella finanziaria della Seconda Guerra mondiale”. Confermando, peraltro, quello che sta emergendo da anni. Ad esempio, circa la Santa Sede e gli Stati Uniti è noto come Pio XII sia intervenuto ripetutamente sull’episcopato americano perché i cattolici non si opponessero all’alleanza del loro Paese con l’Unione Sovietica, proprio in funzione anti-hitleriana. Altre carte – ma qui apriremmo altri scenari – sembrerebbero accreditare anche un sostegno dello stesso Papa Pacelli a circoli militari conservatori tedeschi opposti alla dittatura hitleriana. Oltre, poi, a tutta l’azione umanitaria enorme che il Papa e la sua Chiesa, i suoi fedeli, sostennero per salvare con questa opera di carità silenziosa i perseguitati, in primis gli ebrei. Riassumendo: non bisogna maltrattare la storia: la storia va rispettata, i fatti vanno rispettati per quello che sono stati.
© Copyright Radio Vaticana
Benedetto XVI: L’amorevole onnipotenza di Dio va contro i nostri schemi (e le riduzioni di certi teologi)
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Il Papa indica ai giovani l’esempio di san Giovanni Bosco
Su segnalazione di Laura leggiamo:
BENEDETTO XVI: AI GIOVANI INDICA L’ESEMPIO DI SAN GIOVANNI BOSCO
“Guardate a lui come a un autentico maestro di vita”.
A indicare ai giovani l’esempio di san Giovanni Bosco, fondatore dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice, è stato oggi il Papa, nel triplice saluto - ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli - che come di consueto conclude l’appuntamento del mercoledì con i fedeli, a cui oggi hanno partecipato in aula Paolo VI circa 5.000 persone.
Dopo aver salutato, in lingua italiana, i vescovi amici del Movimento dei Focolari e i fedeli dell’arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, accompagnati dal loro vescovo Agostino Superbo, ha raccomandato di “dedicare ogni sforzo perché sia curata, ugualmente nelle città come nei centri minori, una solida istruzione religiosa, perché tutti siano preparati a ricevere con frutto i sacramenti, indispensabile nutrimento della crescita della fede”.
La presenza delle autorità civili della Basilicata ha offerto, infine, l’occasione a Benedetto XVI di esprimere la sua “viva riconoscenza a quanti si sono prodigati per l’allestimento del suggestivo presepe, collocato in questa piazza, che è stato ammirato dai numerosi pellegrini, quale espressione dell’arte lucana”.
© Copyright Sir
BENEDETTO XVI: AI GIOVANI INDICA L’ESEMPIO DI SAN GIOVANNI BOSCO
“Guardate a lui come a un autentico maestro di vita”.
A indicare ai giovani l’esempio di san Giovanni Bosco, fondatore dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice, è stato oggi il Papa, nel triplice saluto - ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli - che come di consueto conclude l’appuntamento del mercoledì con i fedeli, a cui oggi hanno partecipato in aula Paolo VI circa 5.000 persone.
Dopo aver salutato, in lingua italiana, i vescovi amici del Movimento dei Focolari e i fedeli dell’arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, accompagnati dal loro vescovo Agostino Superbo, ha raccomandato di “dedicare ogni sforzo perché sia curata, ugualmente nelle città come nei centri minori, una solida istruzione religiosa, perché tutti siano preparati a ricevere con frutto i sacramenti, indispensabile nutrimento della crescita della fede”.
La presenza delle autorità civili della Basilicata ha offerto, infine, l’occasione a Benedetto XVI di esprimere la sua “viva riconoscenza a quanti si sono prodigati per l’allestimento del suggestivo presepe, collocato in questa piazza, che è stato ammirato dai numerosi pellegrini, quale espressione dell’arte lucana”.
© Copyright Sir
Udienza generale. Il Papa: Dio è Padre di tutti, la sua onnipotenza è la compassione (Radio Vaticana)
Udienza generale. Il Papa: Dio è Padre di tutti, la sua onnipotenza è la compassione
La vera onnipotenza sta nell’avere compassione, così come Dio l’ha per ogni persona: è così che Dio dimostra il suo amore e la sua paternità verso l’uomo. Benedetto XVI l’ha affermato questa mattina all’udienza generale in Aula Paolo VI, proseguendo nella sua riflessione sulla preghiera del “Credo”. Il servizio di Alessandro De Carolis:
Dire di credere “in Dio Padre onnipotente” è ritenere che anche l’essere umano più piccolo possa sentirsi figlio dell’immensamente grande: un figlio amato come nessun padre umano potrà mai fare. E proprio per spiegare la vastità di fede che si condensa nelle prime parole del Credo – la paternità e l’onnipotenza di Dio – Benedetto XVI ha paragonato Dio Padre all’uomo padre, il quale – ha osservato – spesso esercita questo ruolo in contesti di famiglie spezzate e preoccupazioni soverchianti, che “possono impedire un sereno e costruttivo rapporto tra padri e figli:
“La comunicazione si fa a volte difficile, la fiducia viene meno e il rapporto con la figura paterna può diventare problematico; e problematico diventa così anche immaginare Dio come un padre, non avendo modelli adeguati di riferimento. Per chi ha fatto esperienza di un padre troppo autoritario ed inflessibile, o indifferente e poco affettuoso, o addirittura assente, non è facile pensare con serenità a Dio come Padre e abbandonarsi a Lui con fiducia”.
La vista di questo scenario sarebbe scoraggiante se l’Antico e soprattutto il Nuovo Testamento non intervenissero a mostrare le “qualità” dell’amore paterno di Dio per gli uomini:
“Dio è un Padre che non abbandona mai i suoi figli, un Padre amorevole che sorregge, aiuta, accoglie, perdona, salva, con una fedeltà che sorpassa immensamente quella degli uomini, per aprirsi a dimensioni di eternità (...) L’amore di Dio Padre non viene mai meno, non si stanca di noi; è amore che dona fino all’estremo, fino a sacrificio del Figlio (...) Noi possiamo affrontare tutti i momenti di difficoltà e di pericolo, l’esperienza del buio della crisi e del tempo del dolore, sorretti dalla fiducia che Dio non ci lascia soli ed è sempre vicino, per salvarci e portarci alla vita eterna”.
La “certezza” di questa presenza paterna arriva dalla fede, ma – ha affermato Benedetto XVI – anche dalla storia, che duemila anni fa ha visto il Figlio di Dio morire sulla Croce e poi risorgere, segno tangibile di un amore mai visto. Eppure, ha riconosciuto, proprio la croce potrebbe far sorgere dubbi sull’“onnipotenza divina”:
“Noi vorremmo certamente un’onnipotenza divina secondo i nostri schemi mentali e i nostri desideri: un Dio ‘onnipotente’ che risolva i problemi, che intervenga per evitarci le difficoltà, che vinca le potenze avverse, cambi il corso degli eventi e annulli il dolore (…) In realtà, davanti al male e alla sofferenza, per molti, per noi, diventa problematico, difficile, credere in un Dio Padre e crederlo onnipotente; alcuni cercano rifugio in idoli, cedendo alla tentazione di trovare risposta in una presunta onnipotenza 'magica' e nelle sue illusorie promesse”.
“Oggi – ha commentato il Papa – diversi teologi dicono che Dio non può essere onnipotente altrimenti non potrebbe esserci così tanta sofferenza, tanto male nel mondo. Ma il fatto è, ha proseguito, che quella di Dio è una “onnipotenza diversa”:
“In realtà, Dio, creando creature libere, dando libertà, ha rinunciato a una parte del suo potere, lasciando il potere della nostra libertà (...) La sua onnipotenza non si esprime nella violenza, non si esprime nella distruzione di ogni potere avverso come noi desideriamo, ma si esprime nell’amore, nella misericordia, nel perdono (…) in un atteggiamento solo apparentemente debole (…), fatto di pazienza, di mitezza e di amore, dimostra che questo è il vero modo di essere potente! Questa è la potenza di Dio! E questa potenza vincerà!”.
Ripetendo, in un tweet successivo all’udienza generale, che “ogni essere umano è amato da Dio Padre”, e aggiungendo: “Nessuno si senta dimenticato, perché il nome di ciascuno è scritto nel Cuore del Signore”, il Pontefice ha concluso la catechesi indicando cosa consista la “vera, autentica e perfetta potenza divina”:
“Rispondere al male non con il male ma con il bene, agli insulti con il perdono, all’odio omicida con l’amore che fa vivere. Allora il male è davvero vinto, perché lavato dall’amore di Dio; allora la morte è definitivamente sconfitta perché trasformata in dono della vita”.
Al termine delle catechesi nelle varie lingue, Benedetto XVI ha espresso dato spazio a una sua ricorrente preoccupazione per ciò che riguarda la formazione cristiana. Nel salutare i fedeli dell’arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsiconuovo e ringraziare ancora la Regione Basilicata per il presepe allestito quest’anno in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha detto:
“Cari amici, continuate a dedicare ogni sforzo perché sia curata, ugualmente nelle città come nei centri minori, una solida istruzione religiosa, perché tutti siano preparati a ricevere con frutto i Sacramenti, indispensabile nutrimento della crescita nella fede”.
© Copyright Radio Vaticana
Il Papa: l'Onnipotenza di Dio non si esprime come forza automatica o arbitraria, ma è segnata da una libertà amorosa e paterna
Papa/ Onnipotenza di Dio non è capacità di evitarci difficoltà
"Alcuni cercano risposta in una presunta onnipotenza 'magica'"
Città del Vaticano, 30 gen. (TMNews)
E' sulla croce "che avviene la manifestazione piena della grandezza di Dio come 'Padre onnipotente'. Ma potremmo chiederci: come è possibile pensare a un Dio onnipotente guardando alla Croce di Cristo?".
Se lo è domandato il Papa nella catechesi dell'udienza generale in aula Paolo VI.
"Noi vorremmo un'onnipotenza divina secondo i nostri schemi mentali e i nostri desideri: un Dio 'onnipotente' che risolva i problemi, che intervenga per evitarci ogni difficoltà, che vinca tutte le potenze avverse, cambi il corso degli eventi e annulli il dolore", ha proseguito Benedetto XVI.
"Così, davanti al male e alla sofferenza, per molti diventa problematico credere in un Dio Padre e crederlo onnipotente; alcuni cercano rifugio in idoli, cedendo alla tentazione di trovare risposta in una presunta onnipotenza 'magica' e nelle sue illusorie promesse.
Ma la fede in Dio onnipotente ci spinge a percorrere sentieri ben differenti: le vie e i pensieri di Dio sono diversi dai nostri e anche la sua onnipotenza è diversa: non si esprime come forza automatica o arbitraria, ma è segnata da una libertà amorosa e paterna".
"L'onnipotenza dell'amore - ha detto il Papa - non è quella del potere del mondo, ma è quella del dono totale, e Gesù, il Figlio di Dio, rivela al mondo l a vera onnipotenza del Padre dando la vita per noi peccatori. Ecco la vera, autentica e perfetta potenza divina: rispondere al male con il bene, agli insulti con il perdono, all'odio omicida con l'amore che fa vivere".
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Consegnati al Papa gli atti del Simposio sugli abusi su minori da parte del clero (Radio Vaticana)
Vedi anche:
Consegnati al Papa gli atti del Simposio sugli abusi su minori da parte del clero
Benedetto XVI, al termine dell'udienza generale, ha salutato il padre gesuita Hans Zollner, direttore del Centro per la protezione dei minori e preside dell’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana. Il sacerdote ha consegnato al Papa il volume in tedesco degli atti del Simposio internazionale svoltosi un anno fa alla Gregoriana sulla questione degli abusi compiuti su minori da esponenti del clero e intitolato “Verso la guarigione e il rinnovamento”.
All’incontro col Papa era presente anche il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi.
Il prossimo 5 febbraio si terrà nel pomeriggio, sempre presso l’Università pontificia, un nuovo incontro per presentare gli atti del Simposio di un anno fa, nonché le attività del Centro per la protezione dei minori e del Programma di E-learning, una piattaforma di apprendimento basata su internet per favorire una maggiore consapevolezza riguardo la realtà degli abusi nella Chiesa e nella società, l’aiuto appropriato per le vittime, la conoscenza delle misure canoniche previste e la creazione di un clima di ascolto e di sensibilità nei confronti dei minori e dei più deboli.
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Preti pedofili, il Papa incoraggia le iniziative di lotta e prevenzione (Izzo)
PRETI PEDOFILI: PAPA INCORAGGIA INIZIATIVE DI LOTTA E PREVENZIONE
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 30 gen.
Benedetto XVI ha voluto manifestare personalmente il suo incoraggiamento e apprezzamento per le nuove iniziative di lotta agli abusi sessuali compiuti da ecclesiastici e prevenzione della pedofilia scaturite dal simposio internazionale dell'anno scorso alla Gregoriana, del quale oggi sono stati consegnati al Papa gli atti al termine della Udienza Generale.
A rappresentare il gruppo di lavoro che sta seguendo ad esempio il settore dell'aggiornamento via internet, c'erano padre Hans Zollner, presidente del Comitato direttivo del Centro per la protezione dei minori ed anche il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi.
Nell'anniversario del Simposio, il prossimo 5 febbraio, verranno presentati alla Gregoriana sia gli Atti, che i risultati delle prime attivita' del Centro per la protezione dei minori e delle sue succursali nel mondo.
© Copyright (AGI)
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 30 gen.
Benedetto XVI ha voluto manifestare personalmente il suo incoraggiamento e apprezzamento per le nuove iniziative di lotta agli abusi sessuali compiuti da ecclesiastici e prevenzione della pedofilia scaturite dal simposio internazionale dell'anno scorso alla Gregoriana, del quale oggi sono stati consegnati al Papa gli atti al termine della Udienza Generale.
A rappresentare il gruppo di lavoro che sta seguendo ad esempio il settore dell'aggiornamento via internet, c'erano padre Hans Zollner, presidente del Comitato direttivo del Centro per la protezione dei minori ed anche il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi.
Nell'anniversario del Simposio, il prossimo 5 febbraio, verranno presentati alla Gregoriana sia gli Atti, che i risultati delle prime attivita' del Centro per la protezione dei minori e delle sue succursali nel mondo.
© Copyright (AGI)
Il Vaticano rende disponibili i primi 256 manoscritti del suo tesoro, visibili pagina per pagina (Vecchi)
Clicca qui per leggere l'articolo segnalatoci da Gemma.
Il Papa saluta i promotori del convegno della pontificia università Gregoriana dedicato al contrasto e alla prevenzione della pedofilia del clero
Pedofilia/ Papa saluta promotori a convegno università Gregoriana
Martedì prossimo viene presentato centro per protezione minori
Città del Vaticano, 30 gen. (TMNews) - Il Papa ha salutato, a fine dell'udienza, i promotori di un convegno della pontificia università Gregoriana dedicato al contrasto e alla prevenzione della pedofilia del clero.
L'incontro si svolgerà martedì prossimo, a un anno da un simposio sugli abusi sessuali su minori (6-9 febbraio 2012), per presentare le attività internazionali del Centro per la protezione dei minori e gli atti del simposio, pubblicati in diverse lingue, 'In cammino verso la guarigione e il rinnovamento'. All'udienza generale erano presenti, tra gli altri, il gesuita Hans Zollner, laureato in teologia, psicologia e psicoterapia Presidente del Centro per la Protezione dei Minori, Preside dell'Istituto di Psicologia e Vice Rettore Accademico della Pontificia Università Gregoriana a Roma e il portavoce vaticano, il gesuita Federico Lombardi. (TMNews)
Il Papa: la onnipotenza di Dio non è quella che immagina il mondo (Ambrogetti)
Clicca qui per leggere il commento segnalatoci da Laura.
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