Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 30 mar.
"Quando qualcosa di veramente nuovo accade nel succedersi quotidiano dei fatti, ci fermiamo, non comprendiamo, non sappiamo come affrontarlo: la novita' spesso ci fa paura, anche la novita' che Dio ci porta, la novita' che Dio ci chiede".
Papa Francesco ha fotografato cosi' - nell'omelia della prima veglia pasquale del suo Pontificato - la situazione dei cristiani di oggi e della Chiesa. "Abbiamo paura - ha detto - delle sorprese di Dio; abbiamo paura delle sorprese di Dio! Egli ci sorprende sempre!".
"Fratelli e sorelle - ha chiesto il nuovo Pontefice ai 5mila fedeli presenti questa sera nella Basilica di San Pietro - non chiudiamoci alla novita' che Dio vuole portare nella nostra vita!".
Il Papa ha ricordato nell'omelia lo sconforto dei discepoli che non si aspettavano la Risurrezione di Gesu'. "Le donne - ha osservato - si incontrano con la novita' di Dio: Gesu' e' risorto, e' il Vivente. Ma di fronte alla tomba vuota e ai due uomini in abito sfolgorante, la loro prima reazione e' di timore: 'tenevano il volto chinato a terra', nota san Luca, non avevano il coraggio neppure di guardare". Ma quando ascoltano l'annuncio della Risurrezione, l'accolgono con fede". E noi oggi - ha detto Francesco - "siamo come gli Apostoli del Vangelo: spesso preferiamo tenere le nostre sicurezze, fermarci ad una tomba, al pensiero verso un defunto, che alla fine vive solo nel ricordo della storia come i grandi personaggi del passato".
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PAPA: NON C'E' PECCATO CHE NON POSSA ESSERE PERDONATO
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 30 mar.
"Non ci sono situazioni che Dio non possa cambiare, non c'e' peccato che non possa perdonare se ci apriamo a Lui". Papa Francesco ha voluto riaffermarlo questa sera nell'omelia della prima veglia pasquale da lui presieduta in San Pietro. "Spesso - ha osservato - siamo stanchi, delusi, tristi, sentiamo il peso dei nostri peccati, pensiamo di non farcela? Non chiudiamoci in noi stessi - ha esortato - non perdiamo la fiducia, non rassegniamoci mai".
Nella sua omelia, Bergoglio e' poi passato al "tu", rivolgendosi cosi' direttamente a ciascun fedele. "Accetta - ha invocato - che Gesu' Risorto entri nella tua vita, accoglilo come amico, con fiducia: Lui e' la vita! Se fino ad ora sei stato lontano da Lui, fa' un piccolo passo: ti accogliera' a braccia aperte. Se sei indifferente, accetta di rischiare: non sarai deluso. Se ti sembra difficile seguirlo, non avere paura, affidati a Lui, stai sicuro che Lui ti e' vicino, e' con te e ti dara' la pace che cerchi e la forza per vivere come Lui vuole". "E questo - ha spiegato il Pontefice - e' un messaggio rivolto a me, a te, cara sorella e caro fratello. Quante volte abbiamo bisogno che l'Amore ci dica: perche' cercate tra i morti colui che e' vivo? I problemi, le preoccupazioni di tutti i giorni tendono a farci chiudere in noi stessi, nella tristezza, nell'amarezza, e li' sta la morte. Non cerchiamo li' Colui che e' vivo".
Con la Pasqua, ha sottolineato il nuovo Papa, "nulla rimane piu' come prima, non solo nella vita di quelle donne" che trovarono il Sepolcro vuoto, "ma anche nella nostra vita e nella storia dell'umanita'". "Gesu' non e' morto, e' risorto, e' il Vivente. Non e' semplicemente tornato in vita, ma e' la vita stessa, perche' e' il Figlio di Dio, che e' il Vivente". "Gesu' - dunque - non e' piu' nel passato, ma vive nel presente ed e' proiettato verso il futuro, e' l''oggi' eterno di Dio". "Cosi' - ha concluso - la novita' di Dio si presenta davanti agli occhi delle donne, dei discepoli, di tutti noi: la vittoria sul peccato, sul male, sulla morte, su tutto cio' che opprime la vita e le da' un volto meno umano".
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