mercoledì 23 gennaio 2013

Il Vaticano risponde al National Geographic: No al traffico illegale di avorio


Vaticano risponde a National Geographic: No a traffico illegale avorio

Città del Vaticano, 23 gen. (LaPresse) 

"Caro Signor Oliver Payne, cari amici degli elefanti!". Questo l'incipit della lunga lettera del portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, al National Geographic in risposta ad un articolo dal titolo 'Il culto dell'avorio', nel quale si accusa la Chiesa cattolica, e la Santa Sede in particolare, di avere un ruolo nell'incoraggiare il traffico illegale di avorio finalizzato alla fabbricazione di oggetti preziosi di culto. "Siamo assolutamente convinti che la strage degli elefanti sia un fatto gravissimo, contro cui è giusto che si impegnino tutti quelli che possono fare qualcosa", scrive il direttore della sala stampa vaticana. Dopo aver ricordato il ruolo diplomatico della Santa Sede e le dinamiche del traffico internazionale di avorio, Lombardi precisa che "non è possibile pensare che il "Vaticano abbia a disposizione strumenti potenti ed efficaci per contrastare la strage degli elefanti abbattendo il fiorire del commercio illecito dell'avorio", ma promette di "fare una certa opera di informazione e responsabilizzazione attraverso alcuni organismi vaticani".
Oltre all'articolo di Payne, la copertina di 'National Geographic di ottobre era intitolata 'Sangue e avorio'. Un'inchiesta di Bryan Christy spiegava come una porzione sensibile del traffico legale e illegale di "oro bianco" serva a sostenere la devozione religiosa (croci copte, rosari islamici, icone cattoliche, amuleti buddhisti). La rivista statunitense riferiva, poi, di alcune questioni che riguardavano il Vaticano: doni in avorio dati al Papa, nonché oggetti preziosi ricavati dalle zanne di elefanti che sarebbero esposti nel negozio Savelli in piazza San Pietro.
Già nei mesi passati il 'National Geographic' aveva chiesto, tramite il suo blog 'A voice for elephants', chiarimenti al Vaticano. "Il Vaticano - era una delle domande - considera l'uso di intarsi e doni ecclesiastici religiosi di avorio moralmente sbagliati e in contrasto con la dottrina della Chiesa?". Molti i messaggi di protesta inviati da quel momento in poi agli uffici del Vaticano. "Anche se alcuni dei messaggi ricevuti non erano particolarmente gentili né profondi - commenta Lombardi - molti di essi sono corretti e anche interessanti, un vero invito alla consapevolezza e all'impegno per combattere un fenomeno grave e ingiustificabile".
 "Io ho 70 anni - scrive ora Lombardi - e conosco abbastanza bene la Chiesa cattolica e le autorità che da Roma servono la Chiesa nel mondo. Non ho mai sentito o letto neppure una parola che incoraggiasse l'uso dell'avorio per gli oggetti devozionali". Ma "non vi è mai stato nessun motivo per pensare che il valore di una devozione religiosa sia collegato alla preziosità del materiale delle immagini che utilizza. Tanto meno vi è alcuna organizzazione promossa o incoraggiata dalle autorità della Chiesa cattolica per commerciare o importare avorio. E nella Città del Vaticano - cioè nel piccolissimo Stato da cui è governata la Chiesa cattolica -, non vi è alcun negozio che venda oggetti in avorio ai fedeli o ai pellegrini". Un prete filippino coinvolto nel traffico illegale e citato dal 'National Geographic' "non coinvolge assolutamente le responsabilità del 'Vaticano', che non ne sa nulla e non ha nulla che fare con lui". Quanto al negozio Savelli "appartiene a privati e non a un'istituzione vaticana".
Per ciò che riguarda i regali al Papa, "personalmente - precisa Lombardi - non ho mai visto un dono in avorio fatto dal Papa ai suoi visitatori (sono sempre in metallo, in ceramica, in mosaico, o libri o stampe, o medaglie...)". Giovanni Paolo II oltre 25 anni fa avrebbe fatto, secondo la rivista Usa, un regalo in avorio a Ronald Reagan: "se è vero è certo un'eccezione". Qualche volta, "ma raramente", ho visto che è stato fatto al Papa un dono in avorio. "Recentemente, nello scorso novembre, il Presidente della Costa d'Avorio, in visita in Vaticano, ha fatto al Papa un dono in avorio dell'artigianato caratteristico del Paese (era un gioco di scacchi e non un'immagine religiosa!) e mentre glielo consegnava, per evitare ogni possibile imbarazzo del Papa, gli ha detto esplicitamente che si trattava di avorio legale". Il 'National Geographic', che pubblica integralmente la lettera di Lombardi, invita i propri lettori a continuare la "conversazione" con il portavoce vaticano commentando sul blog o scrivendogli una mail.

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2 commenti:

Cattolico Stufo Del Conformismo Clericale ha detto...

Sarebbe il caso di fregarsene di contaballe come national Geographic e dedicare comunicati così lunghi e dettagliati sui cristiani massacrati ovunque ogni giorno e sui regimi socialisti/islamici che affamano e insanguinano l'Africa, invece di ripetere le balle del terzomondismo laicista, abortista e anticristiano!

Cattolico Stufo Del Conformismo Clericale ha detto...

Sarebbe il caso di fregarsene di contaballe come national Geographic e dedicare comunicati così lunghi e dettagliati sui cristiani massacrati ovunque ogni giorno e sui regimi socialisti/islamici che affamano e insanguinano l'Africa, invece di ripetere le balle del terzomondismo laicista, abortista e anticristiano!