lunedì 1 settembre 2014

Alcuni fra i momenti più belli della visita di Benedetto XVI in Messico ed a Cuba (YouTube)




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Che ne dite di rivedere queste bellissime immagini preparate da Gemma? :-)
R.

Benedetto XVI visita il Santuario Virgen de la Caridad del Cobre a Cuba, 27 marzo 2012 (YouTube)




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Grazie al lavoro della nostra Gemma rivediamo uno dei momenti più emozionanti della visita di Benedetto XVI a Cuba.
In occasione del suo Viaggio Apostolico a Cuba (marzo 2012) Benedetto XVI visita il Santuario della Virgen de la Caridad del Cobre.
Qui il testo del saluto del Santo Padre.

In particolare:

"Desidero salutare cordialmente quanti sono qui presenti. Ricevete l’affetto del Papa e portatelo dappertutto, perché tutti sperimentino la consolazione e la fortezza nella fede. Fate sapere a quanti incontrate, vicini o lontani, che ho affidato alla Madre di Dio il futuro della vostra Patria, affinché avanzi nel cammino di rinnovamento e di speranza, per il maggior bene di tutti i cubani. Ho pregato la Vergine Santissima anche per le necessità di coloro che soffrono, di coloro che sono privi di libertà, lontani dalle persone care o vivono gravi momenti di difficoltà. Ho posto, allo stesso tempo, nel suo Cuore Immacolato i giovani, affinché siano autentici amici di Cristo e non cedano alle proposte che lasciano tristezza dietro di sè. Davanti a Maria della Carità, mi sono ricordato anche, in modo particolare, dei cubani discendenti di coloro che giunsero qui dall’Africa, come pure della vicina popolazione di Haiti, che soffre ancora delle conseguenze del ben conosciuto terremoto di due anni fa. E non ho dimenticato i molti contadini e le loro famiglie, che desiderano vivere intensamente nelle loro case il Vangelo, e offrono anche le loro case come centri di missione per la celebrazione dell’Eucaristia".

Qui il testo della preghiera alla Vergine (in spagnolo)

giovedì 28 agosto 2014

Benedetto XVI celebra i Vespri a Pavia davanti alle spoglie mortali di Sant'Agostino (YouTube)




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Al termine della visita pastorale a Pavia (22 aprile 2007) Benedetto XVI celebrò i Vespri nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia davanti alle spoglie mortali di Sant'Agostino di Ippona.

Grazie a Gemma possiamo vedere la registrazione integrale.

Benedetto XVI venera le spoglie di Sant'Agostino: Servire Cristo è anzitutto questione d'amore (YouTube)




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Grazie alla nostra Gemma rivediamo e riascoltiamo una pietra miliare del Pontificato di Papa Benedetto.
Il 22 aprile 2007, al termine della sua Visita Pastorale a Vigevano e Pavia, Benedetto XVI si recò nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a venerare le spoglie mortali di Sant'Agostino e durante la celebrazione dei Vespri pronunciò una toccante omelia dedicata al grande Padre della Chiesa.
Ecco il testo integrale dell'omelia.


In particolare:

"In questo suo momento conclusivo, la mia visita a Pavia acquista la forma del pellegrinaggio. È la forma in cui all'inizio l'avevo concepita, desiderando venire a venerare le spoglie mortali di sant'Agostino, per esprimere sia l'omaggio di tutta la Chiesa cattolica ad uno dei suoi "padri" più grandi, sia la mia personale devozione e riconoscenza verso colui che tanta parte ha avuto nella mia vita di teologo e di pastore, ma direi prima ancora di uomo e di sacerdote".

"Ecco allora il messaggio che ancora oggi sant'Agostino ripete a tutta la Chiesa e, in particolare, a questa Comunità diocesana che con tanta venerazione custodisce le sue reliquie: l'Amore è l'anima della vita della Chiesa e della sua azione pastorale. L'abbiamo ascoltato stamani nel dialogo tra Gesù e Simon Pietro: "Mi ami tu? ... Pasci le mie pecorelle" (cfr Gv 21, 15-17). Solo chi vive nell'esperienza personale dell'amore del Signore è in grado di esercitare il compito di guidare e accompagnare altri nel cammino della sequela di Cristo. Alla scuola di sant'Agostino ripeto questa verità per voi come Vescovo di Roma, mentre, con gioia sempre nuova, la accolgo con voi come cristiano.
Servire Cristo è anzitutto questione d'amore. Cari fratelli e sorelle, la vostra appartenenza alla Chiesa e il vostro apostolato risplendano sempre per la libertà da ogni interesse individuale e per l'adesione senza riserve all'amore di Cristo. I giovani, in particolare, hanno bisogno di ricevere l'annuncio della libertà e della gioia, il cui segreto sta in Cristo. È Lui la risposta più vera all'attesa dei loro cuori inquieti per le tante domande che si portano dentro. Solo in Lui, Parola pronunciata dal Padre per noi, si trova quel connubio di verità e amore in cui è posto il senso pieno della vita. Agostino ha vissuto in prima persona ed esplorato fino in fondo gli interrogativi che l'uomo si porta nel cuore ed ha sondato le capacità che egli ha di aprirsi all'infinito di Dio".

"Vi incoraggio a perseguire la "misura alta" della vita cristiana, che trova nella carità il vincolo della perfezione e che deve tradursi anche in uno stile di vita morale ispirato al Vangelo, inevitabilmente controcorrente rispetto ai criteri del mondo, ma da testimoniare sempre con stile umile, rispettoso e cordiale".

mercoledì 27 agosto 2014

Le "tre conversioni" di Sant'Agostino nella splendida omelia di Benedetto XVI a Pavia




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Cari amici la nostra Gemma ci fa un regalo bellissimo alla vigilia del giorno in cui la Chiesa ricorda uno dei suoi Padri e dottori: Sant'Agostino, maestro dell'umanità e di Papa Benedetto XVI.
Riascoltiamo la bellissima omelia che il Santo Padre tenne a Pavia il 22 aprile 2007 il cui testo integrale è consultabile qui.
R.

sabato 23 agosto 2014

Benedetto XVI: La Chiesa trasmette tutto ciò che è e che crede, lo trasmette nel culto, nella vita, nella dottrina. La Tradizione è dunque il Vangelo vivo, annunciato dagli Apostoli nella sua integrità, in base alla pienezza della loro esperienza unica e irripetibile (YouTube)




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Grazie al lavoro della nostra Gemma rivediamo e riascoltiamo una delle catechesi fondamentali di Benedetto XVI. Bisognerebbe stampare il testo e distribuirlo a tutto il clero...
Nell'udienza generale del 3 maggio 2006 Benedetto XVI spiegò un tema fondamentale per la Chiesa Cattolica: la Tradizione Apostolica.
Qui il testo integrale.

In particolare:

"L’ultima volta abbiamo meditato sul tema della Tradizione apostolica. Abbiamo visto che essa non è una collezione di cose, di parole, come una scatola di cose morte; la Tradizione è il fiume della vita nuova che viene dalle origini, da Cristo fino a noi, e ci coinvolge nella storia di Dio con l’umanità. Questo tema della Tradizione è così importante che vorrei ancora oggi soffermarmi su di esso: è infatti di grande rilievo per la vita della Chiesa".

"La Chiesa trasmette tutto ciò che è e che crede, lo trasmette nel culto, nella vita, nella dottrina. La Tradizione è dunque il Vangelo vivo, annunciato dagli Apostoli nella sua integrità, in base alla pienezza della loro esperienza unica e irripetibile: per opera loro la fede viene comunicata agli altri, fino a noi, fino alla fine del mondo. La Tradizione, pertanto, è la storia dello Spirito che agisce nella storia della Chiesa attraverso la mediazione degli Apostoli e dei loro successori, in fedele continuità con l’esperienza delle origini".

"Questa catena del servizio continua fino ad oggi, continuerà fino alla fine del mondo. Infatti il mandato conferito da Gesù agli Apostoli è stato da essi trasmesso ai loro successori. Al di là dell'esperienza del contatto personale col Cristo, esperienza unica e irripetibile, gli Apostoli hanno trasmesso ai successori l’invio solenne nel mondo ricevuto dal Maestro. Apostolo viene precisamente dal termine greco “apostéllein”, che vuol dire inviare. L’invio apostolico - come mostra il testo di Mt 28,19s - implica un servizio pastorale (“fate discepole tutte le nazioni...”), liturgico (“battezzandole...”) e profetico (“insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato”), garantito dalla vicinanza del Signore fino alla consumazione del tempo (“ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”). Così, in un modo diverso dagli Apostoli, abbiamo anche noi una vera e personale esperienza della presenza del Signore risorto. Attraverso il ministero apostolico è così Cristo stesso a raggiungere chi è chiamato alla fede. La distanza dei secoli è superata e il Risorto si offre vivo e operante per noi, nell’oggi della Chiesa e del mondo. Questa è la nostra grande gioia. Nel fiume vivo della Tradizione Cristo non è distante duemila anni, ma è realmente presente tra noi e ci dona la Verità, ci dona la luce che ci fa vivere e trovare la strada verso il futuro".

giovedì 21 agosto 2014

I "consigli di lettura" di Benedetto XVI per le vacanze estive, udienza generale 3 agosto 2011 (YouTube)




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Grazie alla nostra Gemma rivediamo e riascoltiamo un vero "gioiellino" valido per ogni stagione dell'anno e della vita.
Il 3 agosto 2011 Benedetto XVI tenne, a Castel Gandolfo, un'udienza generale del tutto particolare. In quella occasione consigliò la lettera di alcuni testi sempre attuali. Le vacanze estive sono un'ottima occasione per approfondire alcune pietre miliari dell'umanità ma è bene non limitarsi a luglio ed agosto per approfondire la nostra conoscenza e nutrire il nostro spirito :-)
Qui il testo integrale della catechesi.

mercoledì 20 agosto 2014

Benedetto XVI: Mons. Rahho ha preso la sua croce e ha seguito il Signore Gesù, e così ha contribuito a portare il diritto nel suo martoriato Paese e nel mondo intero, rendendo testimonianza alla verità (YouTube)




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Grazie al lavoro di Gemma rivediamo e riascoltiamo questa omelia, piu' che mai attuale.
Il 17 marzo 2008 Benedetto XVI celebrò la Santa Messa in suffragio di Monsignor Paulos Faraj Rahho, Arcivescovo di Mossul dei Caldei (Iraq), barbaramente assassinato dopo essere stato rapito.
Da segnalare alcuni passaggi dell'omelia del Papa il cui testo è consultabile qui.

"Siamo entrati nella Settimana Santa portando nel cuore il grande dolore per la tragica morte del caro Monsignor Paulos Faraj Rahho, Arcivescovo di Mossul dei Caldei. Ho voluto offrire questa santa Messa in suo suffragio, e vi ringrazio di avere accolto il mio invito a pregare insieme per lui".

"Penso al sacro Crisma, che unse la fronte di Mons. Rahho nel momento del suo Battesimo e della sua Cresima; penso all'unzione dello Spirito Santo nel giorno dell’Ordinazione sacerdotale, e poi ancora nel giorno della sua consacrazione episcopale. Ma penso anche alle tante “unzioni” di affetto filiale, di amicizia spirituale, di devozione che i suoi fedeli riservavano alla sua persona, e che l’hanno accompagnato nelle ore terribili del rapimento e della dolorosa prigionia – dove giunse forse già ferito –, fino all’agonia e alla morte. Fino a quella indegna sepoltura, dove poi sono state ritrovate le sue spoglie mortali. Ma quelle unzioni, sacramentali e spirituali, erano pegno di risurrezione, pegno della vita vera e piena che il Signore Gesù è venuto a donarci!".

"Nella Passione di Cristo vediamo l’adempimento di questa missione, quando Egli, di fronte a un’ingiusta condanna, rende testimonianza alla verità, rimanendo fedele alla legge dell’amore. Su questa stessa via, Mons. Rahho ha preso la sua croce e ha seguito il Signore Gesù, e così ha contribuito a portare il diritto nel suo martoriato Paese e nel mondo intero, rendendo testimonianza alla verità. Egli è stato un uomo di pace e di dialogo. So che egli aveva una predilezione particolare per i poveri e i portatori di handicap, per la cui assistenza fisica e psichica aveva dato vita ad una speciale associazione, denominata Gioia e Carità (“Farah wa Mahabba”), alla quale aveva affidato il compito di valorizzare tali persone e di sostenerne le famiglie, molte delle quali avevano imparato da lui a non nascondere tali congiunti e a vedere Cristo in essi. Possa il suo esempio sostenere tutti gli iracheni di buona volontà, cristiani e musulmani, a costruire una convivenza pacifica, fondata sulla fratellanza umana e sul rispetto reciproco".

"E vogliamo al tempo stesso sperare che, dal Cielo, egli interceda presso il Signore per ottenere ai fedeli di quella Terra tanto provata il coraggio di continuare a lavorare per un futuro migliore. Come l’amato Arcivescovo Paulos si spese senza riserve a servizio del suo popolo, così i suoi cristiani sappiano perseverare nell’impegno della costruzione di una società pacifica e solidale sulla via del progresso e della pace".



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martedì 19 agosto 2014

Benedetto XVI: E’ necessario che cristiani e musulmani imparino a lavorare insieme per evitare ogni forma di intolleranza ed opporsi ad ogni manifestazione di violenza (YouTube)




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Grazie al lavoro di Gemma proseguiamo sulla strada tracciata dalla lectio di Ratisbona.
Il 25 settembre 2006 Benedetto XVI incontrò gli ambasciatori dei Paesi a maggioranza musulmana accreditati presso la Santa Sede. La convocazione avvenne dopo le reazioni al discorso di Ratisbona.
Il testo è consultabile qui.

In particolare:

"Il dialogo interreligioso e interculturale costituisce una necessità per costruire insieme il mondo di pace e di fraternità ardentemente auspicato da tutti gli uomini di buona volontà. In questo ambito, i nostri contemporanei attendono da noi un’ eloquente testimonianza in grado di indicare a tutti il valore della dimensione religiosa dell’esistenza. E’ pertanto necessario che, fedeli agli insegnamenti delle loro rispettive tradizioni religiose, cristiani e musulmani imparino a lavorare insieme, come già avviene in diverse comuni esperienze, per evitare ogni forma di intolleranza ed opporsi ad ogni manifestazione di violenza; è altresì doveroso che noi, Autorità religiose e Responsabili politici, li guidiamo ed incoraggiamo ad agire così".

"Cari amici, sono profondamente convinto che, nella situazione in cui si trova il mondo oggi, è un imperativo per i cristiani e i musulmani impegnarsi nell’affrontare insieme le numerose sfide con le quali si confronta l’umanità, specialmente per quanto riguarda la difesa e la promozione della dignità dell’essere umano e i diritti che ne derivano. Mentre crescono le minacce contro l’uomo e contro la pace, riaffermando la centralità della persona e lavorando senza stancarsi perché la vita umana sia sempre rispettata, cristiani e musulmani rendono manifesta la loro obbedienza al Creatore, la cui volontà è che tutti gli esseri umani vivano con quella dignità che Egli ha loro dato".






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