lunedì 19 novembre 2012

Nel nuovo libro su Gesù il Papa affronta i temi dell'amore e dell'umiltà (Izzo)


PAPA: NEL NUOVO LIBRO SU GESU' AFFRONTA TEMI AMORE E UMILTA'

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 19 nov. 

Riconferma la fondatezza storica del racconto evangelico Benedetto XVI nel terzo volume della sua opera "Gesu' di Nazaret", che riflette ampiamente sui temi dell'Amore e dell'Umilta'. Il libro (130 pagine nella versione inglese) sara' presentato domani e si compone di quattro brevi capitoli e un epilogo. Comincia con una riflessione sull'origine del Salvatore, dalla domanda inaspettata che fa Pilato a Gesu' mentre lo interroga: "Da dove vieni?". E nelle ultime righe, secondo quanto anticipa il sito cattolico "Korazym.org", con l'episodio che chiude i Vangeli dell'infanzia, Gesu' dodicenne che insegna nel Tempio di Gerusalemme, apre una porta sulla intera figura di Gesu'.
Il Papa, segnala Korazym.org, "rilegge i due racconti di Luca e Matteo seguendo l'esegesi patristica e studi classici come quelli di Joachim Gnilka e Gerhard Delling, ma dimostra, come gia' nei due libri precedenti, di seguire gli studi piu' aggiornati e usa Rudolf Pesch e Klaus Berger. Ma tra tutti sposa a pieno le idee di Jean Danielou e Rene' Laurentin". E cita esplicitamente anche "I Vangeli di Natale", del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura e biblista insigne, che domani presentera' il libro di Benedetto XVI-Joseph Ratzinger insieme agli editori: per RCS lo storico e giornalista Paolo Mieli, per la Libreria Editrice Vaticana, il direttore don Giuseppe Costa. Nel secondo volume aveva invece citato un altro cardinale di Curia, Walter Kasper, lodandone la Cristologia come "inarrivabile". Tra le fonti di Luca, il Papa teologo segnala anche Maria e proprio la Vergine e' coprotagonista del volume, sintetizzato da Korazym come un trattato sull'Amore e l'Umilta'. L'Amore di Dio per gli uomini che si dimostra accettando la decisione di Maria davanti all'annuncio dell'Angelo (al quale la giovane vergine che risponde con una domanda cui la esegesi non ha ancora trovato spiegazione). Quello di Giuseppe, uomo giusto, fedele alla legge di Israele, che pero' sceglie l'amore quando deve decidere come affrontare la gravidanza di Maria. Quell'amore che Dio offre per primo ai pastori che corrono verso la grotta dove e' nato Gesu'.
Amore, quello dei magi, che con la saggezza purificano il messaggio della scienza, quasi successori di Abramo che come lui si mettono in viaggio per rispondere alla chiamata di Dio. Amore quello delle madri disperate che vedono i figli uccisi da Erode nella strage degli innocenti, e oggi, davanti alla stessa violenza continuano a gridare verso Dio. L'altro tema e' quello dell'Umilta': quella di Maria che nel Magnificat si descrive come "serva", quella di Giuseppe che ascolta Dio in sogno perche' ha la capacita' di di percepire il divino, di discernere, perche' vive la legge come il Vangelo. Giuseppe che sa farsi da parte nel momento in cui i magi e i pastori adorano il Figlio di Dio, per poi riprendere in mano la situazione e portare la famiglia in Egitto. Umilta' di Elisabetta che corre verso Maria. E dei pastori che corrono verso Gesu', certo in parte per curiosita', ma anche per la gioia di sapere che e' nato il Salvatore. E il Papa riflette: quanti sono i cristiani che oggi corrono verso le cose di Dio? Eppure le cose che contano sono quelle di Dio, suggerisce l'evangelista. "Le cose di Dio meritano fretta, anzi le uniche cose del mondo che meritano fretta sono proprio quelle di Dio, che hanno la vera urgenza per la nostra vita" aveva detto il Papa nella omelia del 15 agosto del 2011. Umilta' poi dei genitori di Gesu' che non capiscono cio' che il dodicenne risponde loro quando lo ritrovano tra i dottori del tempio, dopo tre giorni di affanno e di angoscia. "Umilta' - sottolinea Korazym anticipando il libro del Papa - che dovrebbero avere la teologia di tutti i tempi che si esaurisce in dispute accademiche e, come gli esperti di Erode, non vedono quello che nella Scritture hanno letto i magi: che e' nato il Salvatore. Lo hanno letto nelle stelle forse, hanno letto la creazione, linguaggio di Dio. E anche oggi, riflette il Papa, la creazione interpretata dalle Scritture parla all'umanita'". "Umilta' - conclude l'articolo - della buona esegesi che deve lasciare intatta la elevatezza della parola di Gesu' che ci sovrasta e non ridurre i suoi detti chiedendo in che misura possiamo prenderlo alla lettera". 

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