martedì 5 marzo 2013

I religiosi ed i cardinali statunitensi chiedono più trasparenza (Izzo)

CONCLAVE: RELIGIOSI E STATUNITENSI CHIEDONO PIU' TRASPARENZA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 4 mar. 

Il "papabile" piu' giovane, Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila e l'ultraottantenne Francesco Marchisano, l'arciprete emerito di San Pietro che Papa Wojtyla guari' con un miracolo dal tumore alla gola, sono stati i primi ad arrivare all'Aula del Sinodo. Poi su un minibus ecco tutti insieme gli statunitensi residenziali, che danno cosi' l'idea di essere il gruppo piu' coeso (anche nel chiedere trasparenza, tanto che anche oggi hanno incontrato i giornalisti nel Collegio Nord Americano). Gli italiani invece arrivano alla spicciolata, ma l'arcivescvo Claudio Maria Celli, ai microfoni del Gr Rai, non esclude affatto un Papa italiano dopo 35 anni dalle elezioni di Albino Luciani e Karol Wojtyla: "ho raccolto - spiega - voci da cardinali non italiani che esprimevano questo desiderio. Non lo metterei come priorita', ma e' una possibilita'". Anche Celli, tuttavia, sembra propendere per Sean O'Malley, il cardinale di Boston, un frate cappuccino, lo stesso ordine del predicatore pontificio Raniero Cantalamessa che nel pomerigio - come gia' nel 2005 prima dell'elezione di Ratzinger - ha rivolto il suo monito ai cardinali. "Il nuovo Papa - sottolinea infatti l'arcivescovo Celli - potrebbe avere avuto esperienze missionarie. E' una delle sensibilita' che le Congregazioni prenderanno in esame. La Chiesa esiste per annunciare il Vangelo, per annunciare Gesu' Cristo, e lo deve fare in un dialogo rispettoso verso la verita' degli altri, siamo in un mondo sempre piu' multiculturale e multireligioso e, quindi, se da un lato dobbiamo avere consapevolezza di quello che portiamo nel nostro cuore, del messaggio di Gesu' Cristo, Lui come persona alla quale abbiamo affidato la nostra vita, dall'altro lato dobbiamo essere disponibili a dialogare con tutti". E proprio O'Malley e' stato missionario sull'Isola di Pasqua e poi responsabile per la pastorale e l'assistenza ai 'latinos' nella diocesi di Washington (mentre all'Universita' Cattolica insegnava letteratura spagnola e portoghese) prima di essere chiamato a fare il vescovo in diocesi da rimettere in sesto, da ultimo quella di Boston, messa in ginocchio dallo scandalo degli abusi e che con il suo coraggio ha riportato in vita. In sintonia con Celli anche il cardinale sudafricano Fox Napier, francescano di 72 anni, secondo cui il futuro Pontefice dovra' avere un'eta' compresa fra i 60 e 65 anni e dovra' provenire da una "Chiesa viva", continuando nel solco delle riforme avviate da Papa Wojtila e da Benedetto XVI. Lo stesso Napier, come il suo confratello francescano spagnolo Amigo Vallejo, emerito di Siviglia, il salesiano onduregno Oscar Rodriguez Maradiaga e l'oblato di Maria Francis George, arcivescovo di Chicago, hanno anche dichiarato di volerci vedere chiaro riguardo a Vatileaks, ed e' un dato singolare che siano soprattutto religiosi i cardinali piu' schierati per la trasparenza. Gli italiani interpellati dai giornalisti, invece, sono stati assai laconici: il cardinal Sepe ha risposto con una battuta: "Non ricordo piu' niente". Il cardinal Betori ha sottolineato che "si parla solo dentro", mentre il cardinal Poletto ha assicurato che "va sempre tutto bene" e non vi era nessuna notizia da dare. Il cardinale francese Barbarin ha invece sottolineato che vi e' "bisogno di questo confronto. Ci stiamo conoscendo - ha riferito - stiamo fraternizzando".
Dopo il giuramento nella prima Congregazione sono sopraggiunti altri porporati per quella del pomeriggio, nella quale il predicatore della Casa Pontificia ha rivolto ai porporati la prima delle due monizioni o meditazioni previste dalla Costituzione Apostolica Universi Dominici gregis. Ieri sera, dunque, mancavano soltanto 8 grandi elettori, perche' "dei 117 aventi diritto risultano non attesi solo due cardinali, lo scozzese O'Brien e l'indonesiano Darmaatmadja, che hanno comunicato ufficialmente che non saranno presenti", ha detto il portavoce, padre Federico Lombardi. Dopo il giuramento sul Vangelo, che uno ad uno hanno prestato sfilando davanti al decano Angelo Sodano e al segretario di Stato Tarcisio Bertone (che ora sembrano finalmente agire in sintonia) nella prima Congregazione Generale sono intervenuti al dibattito 13 cardinali" ha reso noto il portavoce, padre Federico Lombardi. "Il dibattito ha impegnato circa tre quarti d'ora", ha aggiunto, sototlineando che "nella prima Congregazione Generale l'atmosfera e' stata serena e costruttiva, testimonianza di un desiderio di partecipare lucidamente a questo tempo di discernimento sulla situazione della Chiesa e sui criteri per la scelta del nuovo Pontefice Romano". "I cardinali sono consapevoli del grande affetto che c'e' per BenEdetto XVI e per questo hanno deciso di inviare un messaggio al Papa Emerito", ha rivelato infine padre Federico Lombardi. "Per il resto - ha concluso - non ho impressione che ci sia un problema nel modo di procedere della Congregazione per il fatto che siamo dopo una rinuncia e non dopo una morte. La situazione specifica non mi sembra condizionare in alcun modo lo svolgersi della Congregazione". 

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